5 Marzo 2007
Wind e i costi di ricarica
Sono appena tornato a casa. Ho acquistato un ricarica Wind dal mio rivenditore di fiducia. La ricarica che ho scelto è quella da 10 euro. Seguendo le normali istruzioni, ho chiamato il 4242 e ho indicato il codice a sedici cifre riportato nel retro della ricarica. La voce automatica mi dice che la ricarica è stata compiuta con successo e che il mio traffico personale verrà incrementato di 8 euro iva inclusa. Ma non dovevano essere aboliti interamente i costi di ricarica? Il decreto parla chiaramente a riguardo:
è vietata, da parte degli operatori della telefonia mobile, l’applicazione di costi fissi e di contributi per la ricarica di carte prepagate, anche via bancomat o in forma telematica, aggiuntivi rispetto al costo del traffico telefonico richiesto, nonche’ la previsione di termini temporali massimi di utilizzo del traffico acquistato
Spero in un intervento della associazioni dei consumatori. Che vergogna.
5 Marzo 2007 alle 1:23 pm
Manco a dirlo:
I consumatori sono in allerta, temono che qualche gestore sia tentato di eludere o aggirare le prescrizioni della norma intervento su cavilli o piani tariffari. Il Codacons punta il dito soprattutto su Wind, che potrebbe in alcuni casi continuare a far pagare i costi di ricarica
[fonte Ansa]
5 Marzo 2007 alle 1:37 pm
Riporto invece un comunicato di Generazione Attiva:
A seguito del Decreto 7/2007 , che impone, tra le altre cose, l’eliminazione dei costi di ricarica da parte degli operatori di telefonia mobile (Tim, Vodafone, Wind, Tre) e che risponde alla “Petizione D’Ambra†che ha raccolto oltre 820mila firme oltre a denunciare questo balzello tutto italiano rappresentato nei fatti da un cartello operato da tutti gli operatori e che ostacolava la libera concorrenza e la trasparenza dei prezzi oltre a rappresentare un sovrapprezzo ingiustificato.
E’ da rilevare che la compagnia WIND non si è adeguata alle disposizioni vigenti da oggi lunedì 5 Marzo ed ha invece, su parere legale dello studio legale Libonati, deciso di non eliminare i costi di ricarica per i “vecchi†clienti che non intendono passare ad un nuovo piano tariffario.
Questo comportamento non è tollerabile in alcun modo e va contro la disposizione normativa che non prevede alcuna differenza tra vecchi e nuovi clienti.
Si fa inoltre presente che Berardino Libonati, titolare dello Studio Legale che ha fornito il parere a Wind è stato nominato Presidente di Alitalia dall’attuale Governo. Come lo rilevano anche diverse fonti d’informazione Libonati rappresenta il Governo, essendo al vertice della più importante compagnia di bandiera del nostro paese, ancora controllata dallo Stato come suo maggiore azionista; dall’altra parte, però, Libonati supporta le decisioni di un’azienda per aggirare legalmente una decisione dello stesso governo. Inutile sottolineare che l’avvocato in questione è pagato bene da tanto dal Governo quanto da Wind; magari, ora, assumerà anche la rappresentanza legale di Wind nei confronti dell’Authority, anche in un eventuale conflitto davanti al Tar e al Consiglio di Stato.
Si invitano pertanto le Authority ed i Ministeri competenti a prendere urgentemente provvedimenti adeguati affinché tutti gli operatori siano in regola con le disposizioni del Decreto 7/2007 e non sussista alcun conflitto d’interesse.
5 Marzo 2007 alle 1:42 pm
La soluzione c’è:
PASSA AD UN ALTRO OPERATORE!
IMO è l’unico modo per far capire a questa gente cos’è il rispetto delle leggi e soprattutto dei propri clienti.
5 Marzo 2007 alle 4:47 pm
Qualke giorno fa mi sono informato presso un rivenditore di ricariche circa la data di entrata in vigore della legge…mi ha risposto che la TRE si sarebbe adeguata alle legge dal 3/03/07…la Vodafone dal 4/03/07…la TIM dal 5/03/07…della Wind nn mi disse nulla!!!
5 Marzo 2007 alle 5:22 pm
Giura!?
Come si fa ad essere così?
Adesso provo anche io con Vodafone!
Devil
5 Marzo 2007 alle 6:27 pm
In realtà oggi è successo pure a me.
Ho chiamato il 155 incazzato e ascoltando la voce che spiega la situazione ricariiche si capisce (almeno ho capito così) che se volevo annullare i costi alle ricariche dfovevo accettare il cambio piano (con incremento delle tariffe). Altrimenti sarebbe rimasto tutto così.
Provate voi stessi. chiamate il 155.
5 Marzo 2007 alle 6:56 pm
Io sono del parere che a breve i prezzi aumenteranno anche per gli altri operatori. Magari lasceranno passare 2 o 3 mesi per far calmare le acque.
Le soluzioni possibili sono:
1) fondare una ditta di telecomunicazioni ed iniziare a sfruttare gli utenti italiani come fanno tutte le altre.
2) buttare il cellulare.
5 Marzo 2007 alle 9:42 pm
mah…la vodafon a me ha mandato un messaggio che dal 4/3 non ci sarebbero stati più i costi di ricarica…devo ancora testarlo in realtà …
5 Marzo 2007 alle 9:49 pm
ho visto al telegiornale che in serata la Wind ha comunicato che anche loro accettano di azzerare i costi di ricarica…
forse ti riaccreditano i 2 euro….
boh…
fammi sapere
ciao
il conte
6 Marzo 2007 alle 8:43 am
Spero sempre in un passo indietro di Wind.
7 Marzo 2007 alle 5:11 am
Te li accrediteranno, autmaticamente, entro la fine di marzo: almeno così hanno dichiarato qui.
9 Marzo 2007 alle 8:48 am
A me hanno senza motivo aumentato il canone di affitto del modem da 3 a 5 euro mensili, sono dei ladri.
9 Marzo 2007 alle 10:11 am
Grazie Biagio, vedremo se manteranno la promessa.
Alessio parli sempre della Wind?
10 Marzo 2007 alle 3:01 pm
Ma non è vero…
io ho ricaricato il 5 marzo 10 euro e 10 euro mi sono arrivate…
ao, non che difenda la wind… anzi… ma è giusto dire il giusto
10 Marzo 2007 alle 3:51 pm
Mauri, il mio racconto è vero. Così come è vero che la Wind dovrà rimborsare me e tutti quelli a cui, da giorno 5 in poi, ha fatto pagare il costo di ricarica.
15 Marzo 2007 alle 11:16 am
Ieri finalmente mi è arrivato il messaggio dalla Wind e mi sono stati rimborsati i soldi della ricarica.
4 Dicembre 2007 alle 7:41 pm
Fondamentale è stata la spinta mediatica del noto portale d’informazione
Grazie a Italymedia.it aboliti i costi di ricarica
L’iniziativa era partita dall’impegno di un intraprendente studente che ha indetto una petizione che ha raggiunto quota 800.000 firme
Quando da qualche mese a questa parte gli utenti delle varie compagnie di telefonia mobile si accingono a caricare la carta prepagata corrispondente al proprio numero telefonico vengono subissati da raggianti ed entusiaste vocine automatiche o da uno sventolìo di pubblicità adescanti e convincenti, che ricordano come tutto il costo di una ricarica corrisponda a reale traffico telefonico, lasciando trapelare manifestamente che quella grave ingiustizia perpetrata per anni a danno dei consumatori che era rappresentata dai costi fissi di ricarica è finalmente stata abolita. La voce con magistrale enfasi oratoria o le sfavillanti e calamitanti pubblicità si sforzano di ostentare meriti inesistenti appalesandosi artefici di un epocale cambio di rotta verso gli interessi dei fruitori del servizio che comportano inevitabilmente un sacrificio deliberato e doloroso da parte dei “poveri†gestori, spingendo e imprigionando nelle paludi dell’inganno i meno avveduti tra gli utenti. Ma, anche se la maggior parte di chi è costretto ad avvicinarsi al servizio di ricarica per poter utilizzare il telefono cellulare conosce perfettamente la genesi dello storico provvedimento che ha condotto all’abolizione del disdicevole dazio, ci sembra opportuno rammentarla ai più labili di memoria. Ed è bene chiarire che, pur se il tutto si è raggiunto con una delibera governativa, se non ci fosse stata una vigorosa spinta popolare, probabilmente il costo fisso in questione scivolerebbe ancora bellamente nelle casse voraci dei gestori, in netta controtendenza con la linea tracciata e seguita nel resto d’Europa.
Il tutto è partito dalla lodevole iniziativa di uno studente, Andrea D’Ambra, che ha profuso energie incommensurabili impegnandosi nell’avviamento e nella gestione di una mastodontica macchina organizzativa finalizzata ad una petizione che ha raggiunto l’incredibile traguardo di circa 800.000 firme. Sarebbe stato in verità impossibile il conseguimento di un obiettivo tanto clamoroso, senza l’apporto fondamentale di alcuni strumenti mediatici di cui il promotore si è avvalso lungo l’arduo e tortuoso tragitto. A partire dalla spinta informativa del comico Beppe Grillo e del suo gettonatissimo blog che ha dedicato ampi spazi all’iniziativa. Ma decisivo è stato l’apporto propulsivo del Portale dell’Informazione Nazionale Italymedia.it e del suo direttore Antonello De Pierro che ha sostenuto e nutrito la divulgazione del progetto avvalendosi anche delle frequenze della nota emittente radiofonica Radio Roma di cui è uno storico conduttore. Il giornalista, che è anche presidente del giovane movimento “L’Italia dei Diritti†così si è espresso sull’argomento: “I consumatori italiani dovranno per sempre essere grati a questo eroico e fenomenale studente, ed è davvero biasimevole il fatto che un simile risultato non abbia tratto linfa vitale da un impegno forte degli organi rappresentativi, istituzionalmente deputati alla presentazione e alla promulgazione di leggi, che nel frangente si sono dimostrati clamorosamente miopi e distrattiâ€.