8 Febbraio 2007

Dalla carta al web?

The New york times

Non so davvero se stamperemo ancora il Times tra cinque anni, e, se vuole proprio saperlo, non me ne importa. Internet è un posto meraviglioso e noi lì siamo leader“. Queste le parole di Arthur Sulzberger, editore del New York Times, pubblicate in una recente intervista.

Sarà  l’inizio di un definitivo passaggio dalla carta al web? Personalmente spero di no. Nonostante io sia un lettore assiduo di vari siti d’informazione, blog e giornali on line, non rinuncio mai alla lettura di un buon quotidiano.

1 Febbraio 2007

Tra moglie e marito…

Spegni la TV

Mi è sorto un dubbio. Un litigio tra una moglie e il proprio marito è il problema principale di cui i media italiani si devono occupare? Beh, se si tratta dell’uomo più ricco e famoso d’Italia, già appartenente alla P2, forse si, ma è comunque una scelta che non condivido. Ci notizie ben più importanti di cui bisognerebbe occuparsi, in Italia e nel mondo. E così ieri gli italiani sono tornati a schierarsi, chi per le accuse della moglie e chi invece ha preferito le scuse del marito Don Giovanni. Giornali, siti web, blog (non tanti per la verità, segno che i bloggers sono abbastanza maturi per fare vera informazione) non hanno parlato d’altro per un’intera giornata, e non solo. Perfino i cosidetti spazi di approfondimento informativo, in seconda serata sia sulla tv pubblica che su quella privata, hanno avuto come tema principale la discussione pubblica di questa coppia in evidente crisi affettiva. Per fortuna siamo in grado di scegliere cosa vedere, come e dove attingere le informazioni, approfondirle e giudicarle. E il giorno dopo la vicenda si conclude con i giudizi degli spettatori (cittadini), come quando si commenta una soap opera e tutto ritorna alla normalità .

Aggiornamento: sono arrivate le Moo Minicards. Le potete vedere qui, qui e qui.

Giuseppe Fava

Stamattina presto ho letto con interesse un post di Luca Conti, su Pandemia, dedicato al giornalista Fabrizio Gatti, giornalista, autore di esclusivi reportage per l’Espresso tra cui l’ultimo, ormai celebre, dedicato alle condizioni di degrado del più grande ospedale italiano, il Policlinico Umberto I di Roma. Stasera ho avuto la possibilità di vederlo dal vivo e ascoltarlo in occasione del Premio nazionale Giuseppe Fava, presso il centro culturale ZO a Catania. E’ stato proprio il giornalista milanese a vincere il premio intitolato al grande giornalista siciliano, ucciso dalla mafia nel gennaio del 1984. Assieme a lui sul palco erano presenti il figlio di Fava, Claudio, giornalista ed eurodeputato, e i giornalisti Marco Travaglio e Michele Gambino.

Si è parlato di informazione, di giornalismo. In una città dominata da un unico “quotidiano” che, anche nel giorno dell’anniversario della morte di un suo figlio, ha preferito non dare risalto all’evento e all’anniversario della morte. Per chi non conoscesse Giuseppe Fava, e la sua storia, consiglio una breve lettura qui e qui.