Tu chiamale se vuoi, Elezioni…

elezioni

Dopo un momento di iniziale indecisione, alla fine ho deciso che domani andrò a votare. L’esercizio di voto è dovere civico, come ben ci ricorda Napolux citando l’articolo 48 della Costituzione Italiana.

Domani mattina mi recherò al seggio elettorale per la 14° volta in vita mia. Qui in Sicilia, si voterà anche per l’elezione del presidente della regione e del consiglio regionale, dopo le dimissioni di Cuffaro, condannato per aver favorito singoli mafiosi. Per le elezioni regionali, avevo le idee chiare da tempo, da quando sono stati scelti i nomi dei candidati.

Ho finalmente scelto la lista che voterò sia alla Camera che al Senato, dopo aver letto quasi tutti i programmi elettorali dei singoli candidati direttamente dai loro siti web. Ho prestato poca attenzione ai comizi televisivi, non mi sono mai piaciuti i teatrini dove si raccontano un mucchio di balle ai telespettatori.

Non la faccio troppo lunga, vi comunico soltanto che voterò per
Ah, dimenticavo, il voto è personale ed eguale, libero e segreto.

La soubrette in parlamento

aida yespica

Più leggo notizie come questa e più mi viene voglia di stare a casa il 13 e 14 aprile. Berlusconi vuole candidare Aida Yespica al parlamento italiano. Saggia decisione. In quel teatrino che è diventata la politica italiana, mancava proprio una soubrette

Un pò di pulizia

Parlamento pulito

La Commissione Bicamerale Antimafia ha approvato un codice di autoregolamentazione per le candidature dei partiti nelle elezioni amministrative, escludendo dalle candidature tutti quei politici colpiti da provvedimenti giudiziari per reati particolarmente gravi come associazione mafiosa, racket, usura, traffico di persone, contrabbando, estorsione, riciclaggio e uso di denaro sporco, traffico illecito di rifiuti. Personalmente avrei incluso anche i reati di corruzione, finanziamento illecito, frode fiscale, bancarotta fraudolenta, evasioni fiscali e tangenti. Forse, includendo anche questi ultimi reati, alcuni partiti rimanevano senza candidati. Fare un pò di pulizia dalle varie amministrazioni pubbliche, credo sia alla base di un paese democratico. In Italia, al parlamento, siedono decine di condannati in via definitiva. Intanto, in Sicilia, l’ex vicepresidente della regione va in carcere per associazione mafiosa.