13 Marzo 2007
Il parlamento francese sceglie Ubuntu

A novembre scorso, era stata data la notizia che al parlamento francese, si sarebbe passati da sistemi Microsoft a dei prodotti open source, Linux per ambiente desktop e server e programmi come OpenOffice per la gestione di documenti. Una grossa riduzione della spesa per licenze e installazioni. Ma non era stata comunicata quale distribuzione Linux sarebbe stata usata sui computer francesi. Di ieri la notizia della scelta di Ubuntu:
The French Parliament looks to be the next big Ubuntu switcher according to reports. Recently the Parliament produced an official government report that recommended the use of free software over proprietary software. The switch to free software is expected to provide a substantial savings to the tax-payers according to the government study.
Da Giugno 2007, circa 1.154 computer avranno questo nuovo sistema operativo. In Italia quando sarà possibile una scelta simile?
14 Marzo 2007 alle 2:04 pm
In Giappone la settimana scorsa il Ministro per l’economia, il commercio e l’industria ha annunciato il probabile ricorso a GNU/Linux nelle strutture scolastiche nazionale.
14 Marzo 2007 alle 2:52 pm
MMh, quando finalmente avremo un governo di sinistra con le palle (e un po’ di cognizione di causa in informatica ed economia)?
14 Marzo 2007 alle 4:27 pm
…fantastico
14 Marzo 2007 alle 11:41 pm
speriamo presto
15 Marzo 2007 alle 11:33 am
Visto che siamo in tempi di magra, sarebbe ora che si incominciassero a diffondere delle iniziative come questa anche in Italia!
Invece da noi si discute solo di come fregarci altri soldi:
http://www.pandemia.info/2007/03/14/la_siae_vuol_farcela_pagare_a.html
Bleah.
15 Marzo 2007 alle 3:18 pm
Ho letto quella proposta provocatrice della SIAE. Dovrebbero vergognarsi, io non intendo pagare nessuna tassa ulteriore per la mia connessione. Già in Italia abbiamo dei prezzi altissimi per dei servizi neppure sufficenti.
16 Marzo 2007 alle 1:26 am
Quando anche in Italia col pinguino che gira?
Mi sa che sarà ancora lunga la strada
Non sono pessimista, mi reputo realista con mio grande rammarico.
16 Marzo 2007 alle 1:50 am
[...] Ho appreso via Terronista quanto ha messo in evidenza Luca riguardo la dichiarazione fatta dal Presidente della SIAE: Cosa pensa della proposta di tassare anche gli abbonamenti a internet, partendo dal presupposto che sul web viaggiano comunque materiali protetti da copyright? «Ci stiamo studiando, la nostra vocazione è far pagare più soldi possibile, siamo valutando tutti i mezzi per incassare di più, ma dobbiamo anche pensare alla cultura, quindi vogliamo lasciare degli spazi di movimento.[…] [...]