9 Maggio 2007

Likemind Catania

likemind

Avevo già  parlato di Likemind qui e qui, ma non mi ero sforzato seriamente per organizzarne uno. Ho lanciato l’idea a Roberto, ed insieme abbiamo pensato di organizzare il primo Likemind Catania. Quando? Venerdì 18 Maggio alle 9.30 del mattino. Dove? L’appuntamento è fissato al Bar Europa di Corso Italia a Catania. Chi? Bloggers di Catania e dintorni, spargete la voce. Perchè? Per conoscerci e scambiare due chiacchere su vari argomenti (informazione a Catania, TrinacriaCamp, ecc.).

Il sito ufficiale del Likemind Italia

Domani pomeriggio sarò nell’aula magna della Facoltò  di Scienze Politiche a seguire l’incontro Più comunicazione… meno informazione? organizzato da Circuiti Culturali e dalla casa editrice ED.IT.

Il giornalismo farà  veramente a meno del supporto cartaceo, per farsi virtualità impalpabile, succedersi in continuum di informazioni e richiami multimediali? Davvero si sta andando verso la scomparsa del giornale sotto i colpi del superamento virtuale delle distanze di tempo e di luogo? È vero come alcuni sostengono che viviamo in un mondo ricco di Comunicazione ma povero di Informazione? E come sta cambiando alla luce di tutto ciò il linguaggio e il mestiere del giornalista? In Italia qual è il trend del giornalismo e dei giornali on line? Ci si ispira a modelli internazionali o si tentano percorsi autonomi?

Interverranno docenti, giornalisti ed esperti di comunicazione. Special guest della serata, Luca Conti. Avrò la possibilità e il piacere di seguirlo di presenza. Se qualche altro blogger di Catania e dintorni volesse seguire l’incontro, l’appuntamento è in via Vittorio Emanuele II, 49 Catania, alle ore 16.30.

3 Febbraio 2007

Profonda tristezza

Scontri tra delinquenti catanesi e polizia

Oggi è un giorno triste per la mia città e per il calcio italiano. Non potevo minimamente immaginare che una partita di calcio potesse finire in questo modo. Andare allo stadio deve essere una festa, dove intere famiglie con bambini al seguito, donne e uomini, giovani e meno giovani vanno a divertirsi per 90 minuti. Purtroppo ieri non è stato così. Purtroppo per qualcuno andare allo stadio significa sfogare la propria rabbia, la propria frustazione in una violenza inaudita. La stessa che ha portato alla tragica morte di Filippo Raciti. Ieri ero allo stadio, per fortuna nella curva opposta dove sono avvenuti gli incidenti. Ho respirato i lacrimogeni, ho corso, sono scappato, ho sentito decine di sirene, ambulanze. Caos. In radio, ho appreso la notizia della morte del poliziotto. Angoscia, tristezza, rabbia.

Non so se continuerò a seguire il calcio, se tornerò allo stadio.

Giuseppe Fava

Stamattina presto ho letto con interesse un post di Luca Conti, su Pandemia, dedicato al giornalista Fabrizio Gatti, giornalista, autore di esclusivi reportage per l’Espresso tra cui l’ultimo, ormai celebre, dedicato alle condizioni di degrado del più grande ospedale italiano, il Policlinico Umberto I di Roma. Stasera ho avuto la possibilità di vederlo dal vivo e ascoltarlo in occasione del Premio nazionale Giuseppe Fava, presso il centro culturale ZO a Catania. E’ stato proprio il giornalista milanese a vincere il premio intitolato al grande giornalista siciliano, ucciso dalla mafia nel gennaio del 1984. Assieme a lui sul palco erano presenti il figlio di Fava, Claudio, giornalista ed eurodeputato, e i giornalisti Marco Travaglio e Michele Gambino.

Si è parlato di informazione, di giornalismo. In una città dominata da un unico “quotidiano” che, anche nel giorno dell’anniversario della morte di un suo figlio, ha preferito non dare risalto all’evento e all’anniversario della morte. Per chi non conoscesse Giuseppe Fava, e la sua storia, consiglio una breve lettura qui e qui.